Comunicato Stampa “Fine Vendemmia 2014″

3/12/2014

Gli oltre 380 mm d’acqua caduti in 6 ore lunedì 13 ottobre  a Gavi e dintorni non hanno compromesso la vendemmia. L’uva era già in cantina, la raccolta terminata negli ultimi giorni della settimana scorsa. Il territorio agricolo ha sopportato comunque molto bene l’intensità delle precipitazioni: nei 1500 ettari totali di vigneti compresi tra gli 11 comuni dell’alessandrino e che costituiscono la denominazione del GAVI DOCG i danni hanno interessato maggiormente la viabilità: molte infatti le strade  e i ponti interrotti da frane e esondazioni. Dice Davide Ferrarese, agronomo del Consorzio Tutela del Gavi:  “La viticoltura ha retto bene, grazie alle scelte condivise dai produttori e attuate da anni: il territorio ha optato per coltivazioni meno invasive e intensive, integrate all’interno di un ecosistema che rispetta la biodiversità e tutela la ricchezza e la varietà di paesaggio. Una scelta premiante, come dimostrato in questi caso di eccezionale maltempo”.

Bene la vendemmia nel Gavi: i produttori premiati dal “sapere aspettare”

Previste 13 milioni di bottiglie il prossimo anno

Salvati dal sole di settembre e premiati da una scelta oculata. I produttori del Consorzio Tutela del Gavi hanno finito la vendemmia e i risultati sono davvero soddisfacenti. Grazie al meteo benevolo che ha regalato giornate secche i filari si sono asciugati, la parete vegetativa è rimasta areata, i grappoli sono maturati arrivando alla giusta gradazione zuccherina dell’uva.

Non solo: l’alternanza termica di questi giorni di vendemmia con temperature ancora estive e notti fresche ha permesso un accumulo di aromi e profumi, che ritroveremo nel bicchiere.

Si è aspettato, quindi, giorno dopo giorno – incrociando le dita – e la scelta è stata giusta.

Dice Davide Ferrarese, agronomo del Consorzio Tutela del Gavi: “Gli sforzi in vigna richiesti dall’andamento climatico agli agricoltori e l’aver saputo aspettare – non senza rischi – ha portato in cantina un’uva sana e di qualità che darà un vino dal minor grado alcolico rispetto agli anni precedenti che più si avvicina al gusto dei consumatori”

L’annata 2014 infatti esalterà le diverse personalità del Gavi DOCG prodotto sui diversi suoli della denominazione, le terre Bianche e le Terre rosse.

Marne serravalliane le prime, che partono dalle Langhe e dal Barolo attraversando per 150 km il Piemonte fino al territorio del Gavi. Nei comuni della denominazione in particolare a Carrosio, Gavi, Parodi Ligure, Bosio è questa terra bianca che affiora e che si vede tra i filari. Qui il Cortese ha caratteristiche di finezza, ampi profumi floreali e minerali, una particolare intensità salina. Le terre “rosse”, limose e argillose, dal tipico colore bruno rossastro, si trovano in prevalenza nei comuni di Tassarolo, Francavilla Bisio, Novi Ligure, Serravalle Scrivia, Capriata d’Orba, Pasturana, San Cristoforo e danno al vino più generosità, struttura, corpo. Caratteristiche tipiche – e uniche – che emergeranno nel bicchiere con maggiore personalità e carattere in quest’annata meno calda, con meno sole, ma anche originale.

Finita la vendemmia nel Gavi, le aziende utilizzano le vinacce per la produzione di biogas confermando nelle azioni una politica di tutela del territorio e la volontà di essere sempre rispettosi dell’ambiente, grande ricchezza insostituibile, con i dati delle richieste di certificazioni alla viticoltura biologica che confermano il 10 % della superficie di vigneto Gavi in regime biologico.

Gian Piero Broglia descrive così il ruolo del Consorzio Tutela del Gavi che presiede e che quest’anno festeggia i 40 anni della Denominazione : “Il Consorzio rappresenta i 2/3 degli ettari totali della denominazione, oltre il 70% dei produttori. Ha quattro compiti istituzionali: la tutela della produzione, la vigilanza sulla commercializzazione, la valorizzazione della Denominazione e la promozione del Gavi DOCG. Sono attività effettuate “Erga Omnes”, riguardano cioè tutti coloro che producono vinificano e imbottigliano il Gavi DOCG i cui standard qualitativi devono essere rispettati da tutta la filiera”.

Il Gavi DOCG

Prodotto in purezza da uve cortese, vitigno autoctono coltivato su una superficie di 1.500 ettari circa, il GAVI si presenta in cinque tipologie: Fermo, Frizzante, Spumante, Riserva, Riserva Spumante Metodo Classico.

Il nome Cortese del vitigno è fatto risalire a origini diverse: alla leggenda della Principessa Gavia, bella e cortese, che dalla Francia trovò rifugio in queste terre o all’aristocrazia genovese, che qui aveva i propri feudi, la prima ad eleggere il Cortese a vino di corte e abbinarlo alla propria cucina, a base di carni bianche, pesce e verdure.

Caratteristiche del vino

Colore: giallo paglierino più o meno tenue con riflessi verdognoli;

Profumo: elegante e delicato con sentori di frutta fresca e fiori bianchi, note di agrume e mandorle amare, che si arricchisce con l’invecchiamento di profumi minerali e complessità;

Sapore: asciutto, sapido, pieno, gradevolmente fresco e armonico, di grande eleganza e finezza.

Nelle tipologie Riserva, il Gavi guadagna in ampiezza di naso e bocca, più piena e ricca, proponendosi come vino bianco longevo, che conserva la sua freschezza e si nobilita aromi terziari che gli consentono di reggere il confronto con i grandi del mondo.

Il disciplinare di produzione

Zona di produzione: 11 comuni – Bosio, Carrosio, Capriata d’Orba, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo.

Vitigno: 100% Cortese

Resa massima per ettaro:

Fermo, Frizzante e Spumante: 95 q.li

Riserva e Riserva spumante: 65 q.li

Resa massima dell’uva in vino: 70 %

La Denominazione

Negli ultimi 10 anni la denominazione DOCG ha assistito ad un costante incremento:

+ 37% di superficie vitata – da 1076 ettari a 1480

+ 47% di bottiglie prodotte – da 8 a 13 milioni (previste nel 2014)

+ del 70% della produzione destinato all’export

La denominazione del Gavi DOCG comprende una superficie totale di circa 1500 ettari, conta quasi 200 aziende tra produttori, vinificatori e imbottigliatori, impiega 5000 persone nell’intera filiera per un totale di circa 55 mln di fatturato a distributori (on trade).